ORIGINI E STORIA DELL’AGRICOLTURA BIODINAMICA
L’Agricoltura Biodinamica trae origini nel 1924, all’epoca infatti diversi agricoltori lamentavano il degradarsi della qualità degli alimenti e la perdita di fertilità dei terreni.
A seguito di un meeting organizzato da agricoltori tedeschi i quali invitarono il dott. Rudolf Steiner, filosofo e ricercatore, a divulgare le prime sue sperimentazioni con le quali veniva cercata una risposta ai problemi emergenti dall’agricoltura, emersero in quell’occasione nuovi punti di vista attraverso cui guardare ai fenomeni della Natura. Furono dunque gettate le basi per una concezione, diremmo oggi “olistica” dell’agricoltura.
Lo sviluppo del metodo agricolo biodinamico fu repentino, tanto che alla fine degli anni Trenta in Germania esistevano già più di 50 aziende biodinamiche e diverse altre in Europa.
La seconda guerra mondiale bloccò il divulgarsi della filosofia, ma il movimento rimase sempre attivo. Finita la guerra approdò in Italia ma emerse vistosamente agli inizi degli anni Ottanta.
SCOPI DELL’AGRICOLTURA BIODINAMICA
La fertilità della terra
Accrescere e mantenere la fertilità della terra, attraverso la cura del suo fattore fondamentale: l’HUMUS.
L’idea di fondo è considerare la pianta come un organismo vivente che si pone come elemento di congiunzione tra la terra e il cosmo, visione che permette una serie di azioni che portano alla rivitalizzazione dei terreni e delle piante. Per fare questo si usano dei fitoregolatori che si chiamano preparati biodinamici, a base di humus, quarzo e particolari erbe officinali. Per ritrovare armonia in agricoltura occorre tempo, dedizione ed un accurato intervento dell’uomo in grado di imitare ed assecondare la saggezza della Natura.
La qualità come compimento
Ottenere piante che non solo siano sane, ma che abbiano al massimo grado sviluppate le loro qualità tipiche.
Rigenerazione delle sementi
Migliorare la vitalità delle sementi perché le piante da esse derivate possano “dialogare” con efficienza con i componenti dell’organismo planetario in cui si trovano. Produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano in modo tale che lo sviluppo fisico-animico e spirituale dell’uomo avvenga in modo armonico e sano. Una visione globale della vita del pianeta consente al biodinamico di poter operare con gli elementi minerali, vegetali e animali in maniera da inserirsi nei fenomeni della Natura in modo mirato e rispettoso. La conoscenza delle funzioni non solo materiali, ma anche delle forze che muovono tali funzioni, consente all’agricoltore di regolare ciò che opera in natura senza danneggiare impoverire o inquinare ma, anzi, vitalizzando l’ambiente.